Mastocitoma cutaneo

23 Marzo, 2018
Mastocitoma cutaneo

A cura del medico veterinario Andrea Gargiulo specialista in citologia.

Il mastocitoma cutaneo (MCT) è la neoplasia del mastocita (ovvero una delle cellule coinvolte nei processi flogistici).

Ma che cos’è una neoplasia? Che cos’è la flogosi?

Una neoplasia o tumore è un processo patologico caratterizzato dalla proliferazione abnorme delle cellule di un tessuto. Tali cellule ‘’impazzite’’ perdono le loro caratteristiche normali (forma, dimensioni, ecc…) sviluppandone altre anomale, pensiamo ad esempio alla capacità di: spostarsi generando così metastasi, fagocitare ovvero ‘’mangiare’’ altre cellule, moltiplicarsi a ritmi vertiginosi e così via…

In base al nuovo tipo di caratteristica sviluppata, la cellula avrà un diverso grado di ‘’pericolosità’’ o malignità.  

Il processo flogistico o processo infiammatorio è un espediente che l’organismo mette in atto per difendersi da qualsiasi stimolo esterno sgradito (virus, batteri, trauma fisico, ecc…). Si tratta di vere e proprie ‘’battaglie’’ atte ad eliminare l’ospite indesiderato e/o i suoi effetti. Per adempiere a questo compito l’organismo si avvale di diversi ‘’soldati’’:

  • Granulociti neutrofili, basofili ed eosinofili
  • Macrofagi e monociti
  • Linfociti
  • Plasmacellule
  • Mastociti

Ognuno di essi ha uno specifico compito e fase del processo in cui intervenire.

 

Ma ritorniamo al nostro mastocita! Abbiamo appreso essere una cellula interpellata nei processi infiammatori. Essa è infatti  normalmente presente nelle barriere dell’organismo con il mondo esterno, come : cute, apparato  gastroenterico e respiratorio.

Il mastocita possiede al suo interno dei granuli (da 100 a 10000) con numerosi mediatori dell'infiammazione (tra cui istamina, eparina e serotonina) responsabili di sintomi come: prurito, vasodilatazione, eritema ecc...

Cosa possa generare la trasformazione del mastocita da buono a cattivo non si conosce ancora.

Si sa che il mastocitoma interessa per lo più soggetti adulti e che esiste una certa predisposizione di razza nel cane:

(boxer, carlino, boston terrier, bulldog inglese, labrador retriever, beagle, shar pei e schnauzer),

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

nel gatto (siamese).

 

 

 

 

 

 

Quando possiamo sospettare un mastocitoma cutaneo?

Non esistono caratteristiche uniche di questo tumore. Generalemente si formano dei ‘’bozzi’’ o noduli cutanei, singoli o multipli. La caratteristica che ci potrebbe far sospettare fortemente di trovarci di fronte ad un mastocitoma è la possibile oscillazione di dimensione del nodulo e del relativo arrossamento. La causa di questo fenomeno è da associare ''all'attivazione'' dei mastociti.

Le sedi di localizzazione più frequenti nel cane sono: tronco, regione perianale ed estremità degli arti. Alcune regioni sono sede notoriamente di varianti maligne quali: l'area genitale e delle dita. La neoplasia nel complesso è al 50% benigna.

Nel gatto invece la localizzazione più frequente è rappresentata dalla testa (base dell’orecchio) e dal collo. Nel complesso la neoplasia è tendenzialmente benigna.

 

Il mastocitoma può generare sintomi?

Sì e no! Mi spiego meglio. Nella maggioranza dei casi il nodulo rimane tale e può passare inosservato. In altri casi possiamo avere prurito generalizzato, sintomi gastroenterici (vomito e diarrea) ed emorragie. Nei casi più gravi anche shock anafilattico.

 

Cosa fare per capire se il mio animale ha un mastocitoma?

Piccola digressione: in generale qualsiasi ‘’bozzo’’ presente sui nostri animali non è normale ed andrebbe perciò indagato. La prima metodica utlizzata è l’esame citologico: una tecnica dal basso costo e scarsa invasività , infatti è spesso ben tollerata dall’animale perchè poco dolorosa.  Consiste nel prelevare con i mezzi più disparati (aghi, spatole, pipette, ecc…) del materiale organico che verrà quindi disposto su un vetrino portaoggetto, poi fissato e colorato con dei reagenti ed infine interpretato al microscopio.

 

 

 Ritornando al mastocitoma…ecco ciò che si vede  al microscopio:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

tante cellule singole dai contorni cellulari

 ben definiti e con al loro interno una quantità

 variabile di granuli rosso porpora.

 

Diagnosi: mastocitoma! E adesso?

Una citologia diagnostica di mastocitoma non è un punto di arrivo, bensì una partenza a cui far seguire passi ben definiti. Dobbiamo infatti dar seguito ad una stadiazione clinica della neoplasia. Questo processo è uno studio del tumore che consente al medico di capire quanto esso sia ‘’cattivo’’  e perciò cosa fare in seguito. La stadiazione comprende: esami ematologici completi (emocromocitometrico e biochimico), esame ecografico dell'addome, radiografie del torace, la tac (nei casi più spinosi) ed esame citologico del/dei linfonodi satelliti e di milza e fegato.

In base a questo screening del paziente in accordo con il medico si valuterà la terapia e la prognosi.

La chirurgia resta uno dei passi fondamentali da compiere, grazie alla quale asporteremo la neoplasia che dovrà essere poi valutata mediante l'esame istopatologico.  Questo ulteriore step è importante per definire il grado della neoplasia, ovvero la sua malignità.

 

…asportato e stadiato…è finita qui?

Purtroppo non sempre è finita! Ci sono infatti dei casi in cui se la neoplasia è di grado elevato e/o si ritrovino metastasi al linfonodo e/o al rene/fegato si potrà rendere necessaria una terapia oncologica aggiuntiva.

 

Per concludere: il mastocitoma non si presenta unicamente come un ‘’bozzo’’ sulla pelle ma esiste spesso una quadro ben più complesso da analizzare e per il quale servono disparati esami diagnostici strumentali.


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