Perchè il gatto non è un piccolo cane...

5 Maggio, 2015
Perchè il gatto non è un piccolo cane...

a cura del medico veterinario Regina Spilla specialista in medicina interna ed ecografia.

Abitudini alimentari - Possiamo definirlo innanzi tutto come un carnivoro stretto, ciò vuol dire che la sua dieta si compone prevalentemente di proteine. Infatti per conoscere la dieta ideale del gatto basta analizzare quelle che sono le sue prede naturali, prima tra tutte il topo. La composizione chimica del topo è infatti formata da un 60% di proteine, un 20% di grassi e un 10- 15 % di carboidrati ed il resto in sostanze inorganiche come sali minerali e vitamine. È proprio su questa formula che si basano le principali diete commerciali, nel tentativo di riprodurre il fabbisogno naturale. Ovviamente le esigenze nutrizionali variano a seconda dell’età, dell’attività fisica ecc. E’ sbagliato esagerare con gli zuccheri, non previsti dal metabolismo felino come nutrimento, un eccesso infatti può predisporre a diverse patologie come obesità e diabete mellito, ma anche squilibri della flora intestinale che predispone a malattie infiammatorie delle vie biliari e del pancreas. I zuccheri non servono al gatto, o perlomeno non in quantità eccessive. Stessa cosa vale per le diete casalinghe iperproteiche che risultano inadeguate, perché fatte spesso solo di carne o pesce, quindi sono carenti di numerose sostanze benefiche e che sovraccaricano la funzionalità renale.

Rapporto con il cibo - Per andare in contro il più possibile al comportamento naturale del gatto è consigliabile lasciare a disposizione la sua razione giornaliera o prevedere piccoli pasti, simulando ciò che esso farebbe in natura libero di cacciare. Non avere il cibo a disposizione è una fonte di stress! Inoltre noterete che andare a spizzicare di tanto in tanto nella ciotola è un piacevole passatempo. Attenzione però alle quantità, rispettando le dosi giornaliere.

Rapporto con l’acqua - Siete preoccupati perché il vostro gatto beve poco? Non siatelo! Anzi se viene alimentato con diete umide noterete che tenderà a bere pochissimo. Questo è assolutamente normale, infatti se il vostro gatto sembra “assetato” passando molto tempo a bere o cercando l’acqua corrente preoccupatevi perché può essere un campanello d’allarme per diverse malattie. Si consiglia sempre una o più ciotole di acqua fresca e possibilmente oligominerale a disposizione facilmente raggiungibile in un luogo appartato della casa privo di stress per non scoraggiarlo. Consigliabile quindi almeno un pasto di dieta umida (scatolette) per il giusto apporto idrico. Esistono in commercio delle fontanelle elettriche che stimolano il vostro gatto ad assumere più acqua nell’arco della giornata, soprattutto per i gatti con problemi urinari e renali. Ricordo in fine la fobia dell’acqua tipica di tutti i felini ( tranne che per la tigre) in particolare mi riferisco a bagni e lavaggi che sono torture per il vostro gatto fonte di paura e di stress. Inoltre il gatto è di per sè molto pulito e passa molto tempo a toelettarsi, di conseguenza se il suo pelo dovesse risultare scadente, forforoso o maleodorante probabilmente c’è un problema di salute che va svelato ed il consiglio non è il bagno ma una visita dal veterinario. È un bene invece abituarlo sin da piccolo alla spazzola per evitare la formazione di nodi molto dolorosi. Ultima raccomandazione riguarda i profumi e borotalco che vanno assolutamente evitati in quanto causano nausea, allergie ed asma.

Predatore ma predato - Entriamo nel vivo della relazione soffermandoci nel dettaglio su questi due aspetti contrastanti. I felini sono abili predatori, il loro corpo, il loro metabolismo, i loro sensi sono tutti finalizzati alla caccia. I gatti domestici sin dalla tenera ètà manifestano istintivamente un’innata attitudine a cacciare, che ovviamente esplicano attraverso il gioco. Se poi il gatto da adulto rimane esclusivamente in appartamento continuerà a “giocare” per esempio con palline fili ecc, mentre, se da adulto avrà la possibilità di uscire, le sue preferenze saranno rivolte a piccole prede che spesso, molto affettuosamente ci offrirà, lasciandole in agonia sullo zerbino o meglio ancora sul divano o sul letto come trofeo. L’istinto predatorio li tiene “occupati” è sostanzialmente il loro lavoro e quindi fondamentale per il benessere fisico e psichico. Importante è quindi che il proprietario aiuti il proprio gatto a “lavorare” fornendo un adeguato arricchimento ambientale. Una regola altrettanto importante è la partecipazione del proprietario al gioco, che crea complicità e comunicazione oltre che essere molto divertente per entrambi. Si consiglia quindi almeno una volta al giorno di giocare con il proprio gatto, soprattutto quelli che vivono in casa, senz’altro sarà garantita un’ottima forma fisica ed il vostro legame verrà rafforzato. Il gatto a differenza del cane non si sente sottomesso al padrone, ma si considera un componente della famiglia alla pari ed il suo affetto va saputo conquistare. Oltre ai giochi, per l’arricchimento ambientale è necessario un tiragraffi, attraverso il quale il gatto possa consumare le unghie in continua crescita ed esplicare un altro comportamento innato del predatore che è quello di marcare il territorio grazie a delle ghiandole situate tra i polpastrelli; è un modo per dire agli altri: “questa è casa mia”. Il concetto del “predatore ma predato” spiega molti comportamenti schivi e diffidenti che il gatto manifesta nei confronti delle persone estranee o dei luoghi estranei e giustifica la famosa frase “il gatto si affeziona alla casa”. In realtà fuori del suo territorio o in presenza di un potenziale pericolo il gatto da abile predatore diventa preda vulnerabile e ciò induce paura. La paura viene espressa attraverso la fuga oppure attraverso l’aggressività. Non esistono gatti cattivi ma solo molto paurosi. Stesso discorso vale anche quando il gatto ha un problema fisico, una malattia o dolore ad esempio; visto che la malattia lo rende vulnerabile agli occhi di possibili predatori la sua risposta sarà l’isolamento, il nascondersi lontano oppure esattamente nulla! Infatti è abile a camuffare il proprio malessere e spesso non riusciamo a capirlo se non quando ormai la situazione diventa piuttosto grave. Tenere sempre a mente questo concetto è importante per un proprietario e per un veterinario attento. Piccolo spazio pubblicitario: ai primi sintomi o stranezze comportamentali portare il vostro amico dal veterinario.

Meritato riposo - domanda per i padroni: qual’è il passatempo preferito da ogni gatto? Risposta giusta…dormire. Mediamente un gatto adulto dorme fino a 18 ore al giorno e passa quindi 5 anni su 7 sdraiato nelle posizioni e nei luoghi più fantasiosi a riposare. È un attività fondamentale per il gatto e noi possiamo e dobbiamo aiutarlo a dormire nel modo più “comodo” possibile. Infatti ogni gatto sceglie molti luoghi dove schiacciare i propri pisolini, sedie, letti, divani, armadi, e ogni tanto le loro coloratissime e costosissime cucce. Questi luoghi sono stati scelti con cura e non sono casuali. Generalmente preferiscono posizioni elevate da terra, dove si sentono meno vulnerabili e luoghi tranquilli dove non vengono disturbati. A tal proposito una piccola raccomandazione va fatta per i gatti anziani. La maggior parte dei gatti over 12 soffrono di patologie osteoarticolari che impediscono salti. Se il vostro gatto non dorme più sul divano è probabile che non riesca a salirvi, ma magari vorrebbe tanto. Per i gatti anziani è bene prevedere anche un accesso facilitato alle ciotole possibilmente sollevate un po’ da terra e alla lettiera. Aiutateli a salire con delle “scalette” magari un semplice rialzo tra il pavimento ed il loro posto preferito.

Lettiera….quanto è importante! - La lettiera è senz’altro un vantaggio per tutti i proprietari dei gatti da vari punti di vista. I gattini molto piccoli usano la lettiera e coprono a regola d’arte i propri bisogni. Questo è senz’altro fonte d’invidia da parte di tutti i proprietari di cani e fa del gatto il perfetto animale domestico. Tranne alcuni gatti che usano il wc ed altri che la fanno fuori nel giardino, la lettiera è di fondamentale importanza. Dalla lettiera scopriamo tante informazioni sulla salute del gatto ( quanto urina o defeca, come e se lo fa). La lettiera deve essere priva di profumi o polvere che può causare allergie, deve essere facilmente raggiungibile, non dobbiamo mai metterli nelle condizioni di trattenere la pipì. Va posizionata in luoghi lontani da dove mangiano o dormono. Se proprio siamo costretti a tenere tutto in una stanza sfruttare i 4 angoli per ciascuna di queste cose. Idealmente ogni gatto dovrebbe avere a disposizione due lettiere per poter scegliere, ed è obbligatorio invece se si hanno due o più gatti. Infatti per paura o dominanza il più debole potrebbe avere un accesso difficoltoso alla lettiera e quindi grande stress. Stessa regola vale per le ciotole.

Animale solitario - La maggior parte dei gatti non desiderano un amico, preferiscono stare da soli, soprattutto se gli spazi sono limitati e se non sono abituati. Non c’è molta differenza tra maschio e femmina, è una differenza più marcata in natura se si studiano i felini non domestici. È spesso frustrante dividere la casa, la ciotola e il letto con un altro gatto sconosciuto soprattutto se piomba in casa improvvisamente senza preavviso. Spesso i padroni pensano di fare un grande regalo al proprio gatto, quasi sempre adulto o anziano, portando un altro gattino in casa. Attenzione perché può essere una grave fonte di destabilizzazione e stress, per entrambi. Valutare sempre le attitudini alla compagnia e farli eventualmente incontrare gradualmente facendo durare il processo di socializzazione per alcuni giorni. Per i più fortunati è amore a prima vista, per altri può diventare un vero incubo. Se avete la possibilità, adottare contemporaneamente due gatti è sicuramente la scelta migliore.

Le 5 libertà che ogni padrone deve garantire:

1) dalla sete, dalla fame e dalla cattiva nutrizione;

2) di avere un ambiente fisico adeguato;

3) dal dolore, dalle ferite, dalle malattie;

4) di manifestare le caratteristiche comportamentali specie-specifici normali;

5) dal timore.

(Ho 7 vite aiutatemi a viverne almeno una bene!)


 

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